Asiago e l’Altopiano dei Sette Comuni: luce, silenzi, natura

Gabriele D’annunzio la definì “la più piccola ma la più luminosa città d’Italia”.
Asiago il principale centro dell’Altopiano dei Sette Comuni in provincia di Vicenza si trova a un’altitudine di 1000 metri sul livello del mare. È circondato a nord da una catena montuosa con rilievi che superano i 2000 metri di altezza e a sud da un’altra catena di monti con altitudini meno elevate. Sia le montagne a nord che quelle a sud sono ricoperte prevalentemente da estese foreste.

Le radici linguistiche e il carattere di tipo nordeuropeo del popolo altopianese vengono fatte risalire ai Cimbri, originari della Danimarca. Altre teorie vedono invece una forte influenza bavarese. Sta di fatto che la lingua cosiddetta cimbra è stata parlata correntemente su tutto l’Altopiano fino alla prima guerra mondiale. Ancor oggi alcuni anziani delle località di Rotzo, Mezzaselva e Roana parlano cimbro e moltissimi toponimi del territorio appartengono a questa antichissima lingua. Un Istituto di Cultura Cimbra, con l’annesso Museo Cimbro, opera a Roana organizzando convegni e seminari e realizzando numerose pubblicazioni. La Cultura Cimbra ha portato fino ai giorni nostri anche un’importante tradizione di favole e leggende ambientate tra le montagne, nei boschi e nelle numerose cavità naturali altopianesi. Gnomi, fate, orchi, folletti, streghe, le Beate Fanciulle (Séleghen Beibelen) e i Sanguinelli popolano questi luoghi da millenni, creando un’atmosfera fantastica unica al mondo. Riti millenari e manifestazioni folcloristiche fanno riferimento a queste ambientazioni, coinvolgendo altopianesi e ospiti in rivisitazioni dal sapore antico.

L’Altopiano di Asiago 7 Comuni per quasi cinquecento anni ha goduto di particolari privilegi da parte della Serenissima Repubblica di Venezia, assumendo un assetto simile a quello di una nazione a se stante. Dal 1510 al 1807, infatti, il territorio era amministrato dalla Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, in ordine di tempo il secondo esempio al mondo di governo democratico, dopo la Confederazione Elvetica. Un reggente e alcuni consiglieri venivano eletti dal popolo ogni anno a rotazione tra i vari comuni e la stabilità di governo era così garantita. In quegli anni si costituì anche la Milizia dei Sette Comuni, un piccolo esercito di millecinquecento uomini che proteggeva il confine dalle invasioni barbariche. Il piccolo stato disponeva pure di una sorta di ambasciatori presso Venezia, Vienna e in altre città. Il motto della Reggenza, ancor oggi ricordato, recita così nell’antico cimbro: “Sleghe un Lusaan, Genebe un Vüsche, Ghel, Rotz, Robaan. Dise saint Siben Alte Komoine, Prüdere Liben” (Asiago e Lusiana, Enego e Foza, Gallio, Rotzo, Roana. Questi sono gli Antichi Sette Comuni, in amore fraterno).

La Città di Asiago, come tutti gli altri paesi dell’Altopiano, è stata direttamente interessata dagli eventi della prima guerra mondiale: durante la Strafexpedition venne completamente rasa al suolo. La città fu ricostruita subito dopo la fine delle ostilità. Fortificazioni, resti di cittadelle militari, trincee, postazioni, cimiteri di guerra sono oggi visitabili liberamente, ormai parte di un unico grande meraviglioso paesaggio naturale che è riuscito fortunatamente a prevalere sui danni commessi dall’Uomo. Un vasto museo all’aperto attraversato dal Sentiero della Pace e arricchito da numerose installazioni didattiche è una delle maggiori attrazioni per chi pratica il trekking e la mountain bike d’estate o lo sci nordico d’inverno. L’ offerta sportiva di Asiago è stata ampliata con l’apertura del Golf Club, il campo è composto da 18 buche con campo pratica, 3 buche executives, pitching e putting green, noleggio cart, pro shop, piscina, sauna, zona fitness. La struttura offre inoltre al turista la possibilità di soggiornare presso il Meltar Resort hotel e di degustare i prodotti tipici presso il ristorante adiacente l’albergo.

La famosissima zona sacra del Monte Ortigara, l’imponente arco del Sacrario Militare di Asiago e i Musei della Guerra di Canove e Tresché Conca vogliono essere oggi un monito contro tutte le guerre. Il grande monumento ossario, costruito sul colle Leiten nel dopoguerra per raccogliere le spoglie dei 55.000 soldati caduti in tre anni di aspri combattimenti, è diventato insieme a quelli del Pasubio, del Monte Grappa e di Tonezza del Cimone, simbolo della provincia di Vicenza. Nei pressi dell’ingresso alla cripta è stato allestito un museo diviso in due settori. Al di sopra della cripta si apre un ampio terrazzo, cui si accede da una scalinata larga 35 metri, sulla parte superiore sorge un arco trionfale quadrifronte alto 47 metri, al centro del quale è stata posta una simbolica ara votiva. Ai quattro lati del terrazzo, nel parapetto della balconata, sono incisi ed indicati da delle frecce i nomi delle località della zona più importanti durante la Grande guerra.

Asiago è importante anche per la presenza di un moderno osservatorio astrofisico, conosciuto anche come “Osservatorio dei Pennar”, sede dedicata alla ricerca astronomica. Venne fondato dall’Università di Padova nel 1942 e sorge sul colle Pennar a 1040 metri di altezza, circondato da una folta abetaia. Quando fu inaugurato disponeva del più grande telescopio d’Europa: un telescopio riflettore con uno specchio da 122 cm di diametro dedicato a Galileo. La sede ospita anche la cupola del telescopio Schmidt costruito nel 1967 e spostato nel 1992 sulla Cima Ekar. Sempre ad Asiago (che con meno di 7000 abitanti è la più piccola Città d’Italia, insignita per meriti di guerra) vi è l’Aereoporto Civile Romeo Sartori. Inaugurato da Gabriele D’Annunzio nel 1936, è uno degli aeroporti più alti della Nazione. Una pista in cemento lunga oltre un chilometro e una struttura di prima ricettività per i piloti con torre di controllo permettono lo scalo per voli turistici privati. Il volo a vela con gli alianti è uno degli sport maggiormente praticati, anche grazie alle correnti ascensionali che si creano sulla conca altopianese.

A Cesuna di Roana,invece, si può visitare il Museo dei Cuchi, unico nel suo genere in Italia è la principale collezione al mondo di questi antichi strumenti musicali a fiato. I coloratissimi fischietti, oltre 7500 pezzi provenienti da ogni parte del mondo, presentano le forme più disparate, con rappresentazioni di animali, personaggi e oggetti di ogni tipo. Preziosi esempi di cuchi precolombiani testimoniano l’antichità dell’usanza di modellare questi particolari oggetti, rivelando così il significato della famosa frase “vecchio come il cucco”. Una festa molto sentita è la Sagra dei Cuchi di Canove di Roana (25 aprile), dove la tradizione vuole che i maschietti regalino il cuco alle ragazze, quale promessa d’amore.

La fama di Asiago a livello internazionale,però, si deve soprattutto ad un prodotto dell’enogastronomia locale : il formaggio. Convenzionalmente la sua origine si fa risalire intorno l’anno Mille poiché esistono rarissime testimonianze provenienti dall’altopiano Asiaghese relative ai secoli precedenti. Oggi l’Asiago è il sesto formaggio DOP italiano per quantità prodotta, il quinto per volumi commercializzati in Italia e la decima DOP del nostro Paese. In ogni ristorante e caseificio dell’Altopiano il turista potrà assaggiare la specialità locale.
Asiago e i Sette Comuni offrono dei panorami godibili in ogni stagione, ma una su tutte prevale per l’atmosfera che si crea: l’inverno. Le risate dei bambini sulle slitte, il profumo della cioccolata calda lungo le vie del centro, la fievole luce del camino acceso mentre guardando fuori dalla finestra scende silenziosa la neve, la magia delle favole del bosco: questa è Asiago d’inverno. Storia, gastronomia, sport e tanto divertimento attendono tutti coloro che desiderano passare un weekend o una settimana “nella più piccola ma più luminosa città d’Italia”.

Per maggiori informazioni:

www.altopiano7comuni.it

www.asiago.it

www.golfresort.it

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