I Colori D’Olanda

ITINERARIO:  UTRECHT, AMSTERDAM

L’autunno è il mese ideale per esplorare l’Europa a prezzi modici.
Partendo da Bergamo con volo Ryanair sono arrivata all’aeroporto di Groningen, la piccola Amsterdam del Nord.
Il cielo d’Olanda è grigio ricoperto da uno spesso strato di nuvole, l’aria è umida ma non pungente. Camminando verso la stazione degli autobus tutto è ordinato e pulito, le case con i giardini ben curati non hanno ne recinzioni ne tende alle finestre. 
Le piste ciclabili sono ovunque così come le biciclette, mezzo di trasporto preferito dagli olandesi. Anche i mezzi pubblici sono ben organizzati: sull’autobus display lampeggianti indicano ogni fermata tanto che riconosco subito il mio punto d’arrivo, la stazione dei treni di Assen. Un’ora e mezza di viaggio e arrivo a Utrecht: quarta città d’Olanda per numero d’abitanti ed importante meta turistica. La sua stazione è uno degli snodi centrali del paese ed è incorporata ad un grande centro commerciale.

Utrecht è una cittadina giovane e vivace grazie alla presenza di una delle maggiori università dei Paesi Bassi. Il mio ostello, lo Strowis , è situato in uno stabile di più piani caratterizzato da ripide scalinate e colori vivaci. Passeggiando noto che il centro è dinamico, ricco di attività culturali, locali notturni e caffè, ma per assaporare gusti e profumi d’Olanda è d’obbligo una visita a Olivier , antica birreria suggestivamente ricavata all’interno di un’ex chiesa protestante. L’organo, le statue e le preghiere dipinte sui muri rendono caratteristico il locale che accoglie il cliente con un atmosfera antica e magica.

La vita della città ruota intorno ai suoi canali, ravvivati la sera dalla musica e dalle chiacchiere dei passanti. La birra scorre a fiumi e per rimediare alle pinte di troppo gli olandesi hanno ben pensato di aprire locali costituiti esclusivamente da distributori di crocchette e hamburger, che ho ribattezzato “macchinette dell’Onto”. La notte è giovane a Utrecht e, nonostante il freddo, si sta decisamente bene. L’indomani la luce del giorno mi permette di osservare le cose da una nuova prospettiva: la città si estende intorno a un nucleo di palazzi storici al centro del quale svetta la Torre del Duomo che con i suoi 112 metri d’altezza è l’edificio più alto dell’intero paese. La gran parte dei palazzi del centro storico ricorda i fasti dell’Olanda coloniale del XVI- XVII con decori raffinati ed abitazioni dalle linee eleganti.

Il duomo di Utrecht, imponente costruzione gotica ornata di gargoyles emerge dalla nebbia ed ai suoi piedi squadre di volontari allestiscono giochi per bambini che preannunciano l’arrivo di Babbo Natale. Tradizione olandese, infatti, vuole che Santa Claus giunga in ogni città alla fine di novembre dalla Spagna, paese dove vive con i suoi aiutanti che non sono i folletti bensì i “mori”, servitori di colore vestiti con abiti sgargianti. Affiancando un gruppetto di bambini sulla riva di un canale, mi imbatto nella tradizionale parata di Santa Claus. Al passaggio del battello la folla esplode in un boato di felicità ed il Natale può ufficialmente iniziare.

Utrecht dista solo mezz’ora di strada dalla capitale Amsterdam che mi accoglie con una leggera pioggerellina.
Amsterdam è caotica, fumosa e ricca di attrattive. Gli ampi marciapiedi sono pieni di turisti e olandesi, mentre l’architettura dei palazzi ricorda i fasti del passato: si ergono imponenti edifici di mattone e le case si affacciano sui canali con geometrie irregolari. Sulla cima di ogni abitazione c’è un gancio che in passato (e tutt’oggi) serviva per le carrucole necessarie per effettuare traslochi o portare merci all’interno delle case. Amsterdam è coinvolgente e dinamica: locali, ristoranti, negozi, un crescendo di luci ed energia.

Amsterdam è libertà: qui non solo le droghe leggere sono legalizzate e gli olandesi, nonostante alcuni divieti, le fumano tranquillamente in strada, ma anche il sesso non è più un tabu, anzi, è diventato una delle principali attrazioni della città. Sto parlando del Red Light District, la via dedicata al piacere, dove non ci sono solo le vetrine dove giovani ragazze attirano i clienti, ma anche teatri, musei dedicati all’erotismo e sexy shop con gli ultimi ritrovati per dare piacere ai sensi.

Amsterdam è un concentrato di profumi e colori: parlo dell’etnicità che si respira in ogni dove, nei ristoranti, nelle persone, tutti sono diversi, parlano lingue differenti ma, in quel momento sono parte della città.  Sono Amsterdam. Proprio la scritta “I Am Amsterdam”, installazione posta davanti al museo Van Gogh è il Simbolo dell’eterogeneità del luogo.

Sono ormai parte della città e come tale voglio provare un’esperienza tipicamente olandese: girare in bicicletta! Ne noleggio una e dopo due mancati incidenti, uno con un risciò e uno sfiorato incastrandomi nei binari del tram, riacquisto l’equilibrio necessario per godermi la città. La bicicletta mi permette di esplorare quasi tutto il centro di Amsterdam evitando i quartieri turistici e facendomi scoprire vicoli e distretti residenziali di rara bellezza. Pedalando immagino l’Amsterdam del passato, dipinta da grandi pittori come Rembrandt van Rijn, Jan Havicksz Steen, Johannes Vermeer, Frans Hals, Floris Claesz van Dijck e tanti altri.

Il pittore olandese per eccellenza però resta Van Gogh, non posso non visitare la mostra all’Hermitage dedicata all’estro creativo di questo grande artista. La rassegna si divide in due percorsi, il primo dedicato esclusivamente a Van Gogh, il secondo concentrato sull’evoluzione dell’Impressionismo. Visito entrambi e rimango estasiata davanti ai colori vivaci dei Girasoli e alle pennellate energiche di Monet e Gauguin. Il soggiorno, purtroppo, giunge al termine e riprendendo l’aereo per l’Italia il cielo d’Olanda ritorna cupo, fumoso, triste come la sottoscritta che non vorrebbe più partire. Saluto dall’aereo i prati verdi, le casette dai tetti spioventi, le grandi città e osservo l’orizzonte dove gli ultimi raggi di sole colorano il grigiore delle nubi di giallo, rosso, arancione: i colori di Van Gogh. I colori d’Olanda.

Sara
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