Il museo Hemingway a Bassano del Grappa/ The Hemingway Museum in Bassano del Grappa

«Sono un ragazzo del Basso Piave… un ragazzo del Grappa appena arrivato dal Pertica… Sono un ragazzo del Pasubio, se sai quel che significa»  Così Ernest Hemingway, nel suo romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi” (1950), raccontava il suo amore per il Veneto, terra dove prestò servizio come militare nel fronte italiano della Prima Guerra Mondiale.

«I’m a Basso Piave boy and a Grappa boy straight here from Pertica. I’m a Pasubio boy, too, if you know what that means». In this way Ernest Hemingway in his novel “Across the River and Into the Trees” (1950), narrated his love for the Veneto, a land where he served as a military during the First World War.

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Nella città di Bassano del Grappa, meta del nostro itinerario, lo scrittore era arrivato come volontario della Croce rossa americana: la notte dell’8 luglio 1918, vicino a Fossalta di Piave, il tenente dell’Illinois fu colpito a una gamba da 28 schegge di mitraglia mentre portava in spalla un ferito; operato a Milano e decorato dagli italiani con medaglia d’argento, volle riavvicinarsi al fronte e arrivò a Bassano del Grappa in villa Ca’Erizzo, una delle tre sedi della Croce Rossa Americana (le altre erano a Roncade e a Casale sul Sile), dove c’erano anche altri scrittori di Harvard. Oggi, nella villa è stato aperto il “Museo Hemingway e della Grande Guerra”.

In the town of Bassano del Grappa, destination of my itinerary, the writer had come as a volunteer of the American Red Cross: the night of 8 July 1918, close to Fossalta di Piave, the Illinois lieutenant was shot in the leg by 28 shrapnel of machine gun in the time when he carried in safe place a wounded; operated on Milan hospital and decorated with the Italian silver medal, he wanted to move closer again to the front, and came in Bassano del Grappa in Ca’Erizzo villa, one of three campuses of the American Red Cross (the others were in Roncade and Casale sul Sile), where there were other writers Harvard. Today, in the villa was opened on “Hemingway Museum and of the Great War“.

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Il museo occupa cinque sale in cui sono esposti 58 grandi pannelli, con centinaia di foto, documenti e lettere, curati dal docente Giovanni Cecchin. Le prime sezioni raccolgono i libri ed i racconti dello scrittore pubblicati in Italia oltre a giornali e riviste che parlano di lui. A far da cornice ai racconti della vita di Hemingway ci sono numerosi pannelli illustrativi che narrano la storia della Prima Guerra mondiale, i momenti cruciali di alcune battaglie e le storie di militari e civili. La mostra apre sabato e domenica (9,30- 13, 15- 18,30) con ingresso a 5 euro e nei feriali gruppi su prenotazione (0424 470954 info@ villacaerizzoluca.it; www.villacaerizzoluca.it ).

The museum occupies five rooms where they are exposed 58 large panels, with hundreds of photos, documents and letters, edited by Professor Giovanni Cecchin. The first sections collect books and the writer’s stories published in Italian in addition to newspapers and magazines that speak of him. Along with the stories of Hemingway’s life there are numerous illustrative panels that tell the story of the First World War, the crucial moments of some battles and the military and civilian stories. The exhibition opens on Saturday and Sunday (9,30- 1 pm, 3 pm- 6.30 pm), entrance 5 euro and in working groups by reservation (0424 470 954 info@villacaerizzoluca.it; www.villacaerizzoluca.it).

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Visitando l’esposizione emerge un “Hemingway italiano” che dalla villa guardava il fiume trasparente e i vicini monti sede dei combattimenti. Le foto nei pannelli ritraggono il romanziere ferito o mentre è in sella ad una bici per portare rifornimenti in trincea e molti luoghi delle foto sono citati in libri come Addio alle armi del 1929. Ma c’è un brano inedito, da “La scomparsa di Pickles McCarty” scritto nel 1918, che mi ha colpita e in cui Hemingway esprime la sua passione per il Veneto, terra dove spesso tornò dopo la fine della guerra: «Avrei potuto tornarmene a Washington… Ma tu hai mai visto il sole sorgere, almeno una volta dal monte Grappa, o sentito nel sangue dentro di te il crepuscolo di giugno sulle Dolomiti, o gustato il liquore Strega a Cittadella, o camminato di notte per le vie di Vicenza sotto un bombardamento di luna? Sai, in guerra, oltre al combattere, ci sono mille altre cose».

Visiting the exhibition emerges an “Italian side of Hemingway“: the writer from the villa looked the river and the mountains, headquarters of the fighting places mentioned in books such as a Farewell to arms of 1929. The photos in the panels portray the novelist injured or while riding a bike to bring supplies to the trenches. But there is a new text, “La disappearance of Pickles McCarty” written in 1918, that struck me, and where Hemingway expresses his passion for the Veneto, a land where he often returned after the end of the war: “I could go back to Washington … But have you never seen the sun rise at least once by the monte Grappa, or heard in the blood within you the twilight of June on the Dolomites, or tasted the liqueur Strega in Cittadella, or walked at night through the streets of Vicenza under a moon? You know, in war, in addition to the fight, there are a thousand other things.

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Se visitate Bassano Del Grappa e la Provincia di Vicenza, capirete le sue parole.

If you visit Bassano Del Grappa and the Province of Vicenza, you will understand his words.

Sara
Mail: triportrek@gmail.com

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23 thoughts on “Il museo Hemingway a Bassano del Grappa/ The Hemingway Museum in Bassano del Grappa

      1. Io non l’ho visitato. Trovo davvero interessanti questi connubi fra luoghi, storia, letteratura ispirata, contaminazioni di culture e sensibilità esaltate dalle capacità di un grande artista. E, in questo caso, mi fa anche sentire orgoglioso, nonostante tutto.

      1. Fa sempre piacere ricevere un premio 😀 ti ringrazio molto per il pensiero, cerco di scriverlo non appena ne avrò il tempo 😀

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