Museo Poli: storie di grappa e alchimia

Museo Poli: storie di grappa e alchimia

L’arte della distillazione è antica e affonda le sue radici nella notte dei tempi in cui l’alchimia ha incontrato il gusto dando origine ad un distillato cristallino e dal sapore deciso: la grappa.

Poli Museum: histories of grappa and alchemy

The art of distillation is old and it dates back to the time in which the alchemy it merged with the taste, giving rise to a crystalline distillate and with strong flavor: the grappa.

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Nata dall’anima dell’uva e sapientemente lavorata dall’ingegno dell’uomo, la grappa era conosciuta da egizi, greci, romani e soprattutto dagli arabi. I primi, però, che cercarono di organizzare le conoscenze nel campo della distillazione furono i medici della Scuola Salernitana, istituzione nata nell’IX secolo d.C. nell’omonimo golfo, che, unendo le conoscenze delle culture greca, araba e latina, sperimentarono il processo per creare l’acquavite, un liquido infiammabile e di sapore bruciante, in grado di creare uno stato di euforia e di disinfettare le ferite.

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Born from the soul of the grape and expertly worked by man, the grappa, was known by the Egyptians, Greeks, Romans, and especially by the Arabs. The first, though, that have tried to organize knowledge in the field of distillation were the doctors of the School of Salerno, establishment, founded in the ninth century A.D. on the homonymous gulf, which, combining the knowledge of the cultures Greek, Arabic and Latin, they experienced the process to create schnapps. 

In Veneto e in particolare a Bassano del Grappa, meta del nostro itinerario, la distillazione delle vinacce gode di un’antica tradizione: il nome grappa deriva dal termine dialetto “Graspo” che significa grappolo d’uva, la materia prima del distillato che in passato veniva prodotto quasi sempre in casa, con alambicchi o mezzi di fortuna, non solo come liquore, ma anche come medicina popolare. Lo si usava per combattere un’infinità di malanni, ma soprattutto contro l’influenza, il raffreddore e perfino il colera. Infatti quando nel XVI secolo si diffuse la peste nel Nord Italia, i medici iniziarono a prescrivere forti bevande alcoliche che davano ai malati una temporanea sensazione di benessere e le dosi erano così elevate da far resuscitare i morti.

In Veneto, particularly in Bassano del Grappa, destination of our journey, the distillation of grape pomace has an old tradition. The name “grappa” derives from the dialect “Graspo” which means bunch of grapes, the raw material of the distillate that, in the past, was often produced at home, with alembics or makeshift equipment, not just as a liqueur, but also as a folk medicine. It was used to combat a multitude of diseases, but especially against the flu, colds and even cholera. In fact, when in the sixteenth century it spread the plague in northern Italy, the doctors began to prescribe strong alcoholic drinks that gave to the sick a temporary feeling of well-being and the doses were so high as to raise the dead.

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Come ho scoperto questa storia? Visitando il Museo della Grappa Poli di Bassano del Grappa
How I Discovered this story on the grappa? Visiting the Poli Museum in Bassano del Grappa!

Situato nel cuore della città, di fonte allo storico Ponte Vecchio nell’antico palazzo delle Teste, il museo, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19.30, è composto da cinque sale.
Nella prima il visitatore potrà scoprire la storia dei distillati, dagli elisir di lunga vita alle acqueviti prodotte a Venezia nel 1600, nella seconda, invece, potrà ammirare fedeli riproduzioni di alambicchi e una raccolta di testi antichi e moderni sulla grappa.
La terza sala è dedicata al lavoro della famiglia Poli, proprietaria del museo e di una distilleria a Schiavon, piccolo paese situato ai piedi della pedemontana veneta, mentre la quarta e la quinta ala del palazzo sono riservate all’approccio sensoriale: non solo si può vedere una vasta collezione di bottiglie risalenti alla prima metà del Novecento, ma, grazie a degli olfattometri, si possono anche annusare venti tipi di distillati diversi che infine si possono gustare nello show room.

Located in the heart of the city, next to the historic Ponte Vecchio, in the ancient palace Delle Teste, the museum is open every day from 9 to 19.30, and is composed of five rooms. In the first room, the visitor can discover the history of the distillates, from the elixirs of long life, to the distillates produced in Venice in 1600. In the second, however, you can see faithful reproductions of stills and a collection of ancients and moderns texts on grappa.The third room is dedicated to the work of the Poli family, owners of the museum and of a distillery in Schiavon, a small town in the province of Vicenza, while the fourth and the fifth hall of the palace are reserved for the sensory approach: you can see not only an extensive collection of bottles from the first half of the twentieth century, but, thanks to an olfactometer, you can also smell twenty different types of distillates which eventually can be tasted in the shop of the museum.

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Ma com’era la grappa del passato rispetto a quella che beviamo oggi?
Nei tempi antichi l’acquavite era una bevanda per poveri. I ricchi, infatti, erano soliti bere il vino lasciando ai servi bucce e raspi d’uva fermentata che questi allungavano con l’acqua dando origine ad un vinello leggero ma pur sempre alcolico.
La grappa del passato era bianca, secca, forte, bruciante e conquistò un posto nella storia durante la Grande Guerra perché divenne il “liquido del coraggio” bevuto dai soldati per affrontare sanguinose battaglie. Oggi, invece, grazie all’introduzione degli strumenti industriali per la distillazione, il suo sapore è più morbido.

How was the grappa of the past compared to what we drink today? In ancient times schnapps was a drink for the poor. In fact the rich were drinking the wine leaving the skins and grape stalks to the servants, who were lengthening them with water, giving rise to a light, but still alcoholic, wine. In the past the grappa was white, dry, strong, searing and conquered a place in history during the Great War because it became the “liquid of courage” drunk by the soldiers before facing the battles. Today, instead, thanks to the introduction of industrial tools for distillation, its flavor is more mellow.

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Nata dall’anima dell’uva e sapientemente lavorata dall’uomo, la grappa, servita in piccoli bicchieri panciuti, va degustata a piccoli sorsi e non potevo concludere la mia visita al Museo Poli senza assaggiare un distillato fruttato, perché come dice il proverbio, “La grappa purifica, disinfetta e santifica”.

Born from the soul of the grape and expertly worked by man, the grappa, served in small pot-bellied glasses, is savored in small sips and I couldn’t finish my visit to Poli Museum without tasting a distillate, because as the proverb says: “The grappa purifies, disinfects and sanctifies”.

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