Valle Argentina: itinerario nel Ponente Ligure

Valle Argentina: un itinerario storico – gastronomico nel Ponente Ligure

Terra di borghi marinari come Camogli, Portofino, le Cinque Terre, Genova e i suoi carruggi; la Liguria nasconde anche un’anima meno turistica e più autentica che si rivela, nella zona di Ponente, con l’intima bellezza del suo entroterra, i suoi colori e profumi, lo struggente e aspro fascino dei borghi arroccati lungo le vallate. 

Land of seaside villages such as Camogli, Portofino, the Cinque Terre, Genoa and its carruggi; Liguria also hides a less touristy and authentic soul that reveals itself, in the Ponente area, with the intimate beauty of its hinterland, its colors and scents, the poignant and sour charm of the villages perched along the valleys.

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Questo viaggio inizia dal mare e va a ritroso seguendo il tranquillo corso di un fiume, l’Argentina, che bagna le terre dell’omonima valle.
La foce del fiume è situata nella frazione di Arma del comune di Taggia a pochi chilometri dalla più esuberante e caotica Sanremo. Risalendo controcorrente, si arriva nelle vicinanze del centro storico di Taggia, città di origini secolari che raggiunse il massimo splendore quando divenne vassallo della Repubblica di Genova. Camminando per le strette vie del centro storico, come via Soleri, si possono ancora notare gli stemmi delle famiglie nobili appoggiati sopra i portoni, mentre tutto attorno alla città si possono notare i resti delle mura perimetrali, i torrioni difensivi e il castello, ora restaurato e utilizzato d’estate come teatro (passeggiarci attorno è gratuito ma richiede scarpe comode).

This journey starts from the sea and goes backward following the quiet course of a river, Argentina, which bathes the homonymous valley. The mouth of the river is located in the hamlet of Arma in the municipality of Taggia a few kilometers from the most exuberant and chaotic Sanremo. Going back upstream, we arrive near the historic center of Taggia, a city of ancient origins that reaches its peak when it becomes a vassal of the Republic of Genoa. Walking through the narrow streets of the historic center, such as via Soleri, you can still see the coats of arms of noble families resting on the doors, while all around the city you can see the remains of the perimeter walls, the defensive towers and even the castle, now restored and used in summer as a theater (walking around is free but requires comfortable shoes).

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Il fiume Argentina, che anticamente scorreva ai margini della città, presenta, dall’età medievale, un lungo ponte in stile romanico che è tutt’ora percorribile a piedi.
I mesi migliori per godersi Taggia e il suo fascino genuino e folklorico sono senza dubbio quelli di febbraio e marzo, mesi in cui sono ospitate le più importanti manifestazioni cittadine: i “furgari” e il corteo storico. La notte dei “furgari” rivive un episodio del Medioevo in cui i taggiaschi riuscirono ad ingannare i pirati saraceni facendo loro credere che la città fosse già stata saccheggiata. Lo stratagemma consisteva nell’accendere, in tutte le piazze, dei grandi falò e girare per le vie trasportando i “furgari”, strumenti simili a torce che, caricati con polvere nera, producevano innocue scintille. Il corteo storico avviene in genere qualche settimana dopo la notte dei “furgari” e, oltre alle persone vestite con abiti medievali, offre anche la possibilità di ammirare spettacoli in dialetto ligure in ogni rione della città.
Dal lato gastronomico invece, consiglio di assaggiare i canestrelli (Sandro Canestrelli, piazza G. Garibaldi, Taggia), ottimi anche come souvenir di viaggio e, ovviamente, di fare scorta di olio di oliva taggiasca, caratteristico per il suo sapore deciso ma gustoso.

The river Argentina, which once flowed on the edge of the city, has, from the Middle Ages, a long Romanesque bridge that is still accessible on foot. The best months to enjoy Taggia and its genuine charm and folklore, are undoubtedly those of February and March, the months when the most important town events are hosted: the “furgari” and the historic parade. The night of the “furgari” relives an episode of the Middle Ages in which the taggiaschi succeeded in deceiving the Saracen pirates making them believe that the city had already been looted. The stratagem consisted of lighting large bonfires in all the streets and going around the streets carrying the “furgari”, instruments similar to torches which, when loaded with black powder, produced harmless sparks. The historical parade takes place a few weeks after the night of the “furgari” and, in addition to people dressed in medieval clothes, it also offers the opportunity to admire shows in Ligurian dialect in every district of the city. On the gastronomic side, however, I recommend tasting the canestrelli (Sandro Canestrelli, piazza G. Garibaldi, Taggia), also excellent as travel souvenirs and, obviously, to stock up on taggiasca olive oil, characteristic for its strong but tasty flavor.

 

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REALDO

Risalendo lungo la strada Provinciale 548 per circa una quarantina di minuti si arriva ad una deviazione che può condurre o nel borgo di Verdeggia oppure in quello di Realdo. Realdo è un antico paesello arroccato su uno strapiombo e, durante il periodo invernale, è quasi disabitato. Il silenzio che accoglie il visitatore permette di godersi maggiormente l’atmosfera, intima e solitaria, tipica della Liguria citata anche da Montale nelle sue poesie. Il borgo è visitabile esclusivamente a piedi, ma si trova un comodo parcheggio al suo ingresso. Inoltre è ben segnalato un piccolo percorso che porta ad una grotticella utilizzata nell’Età del Rame come luogo di sepoltura dagli antichi abitanti del luogo.

Going along the Provincial Road 548 for about forty minutes you will reach a detour that can lead either to the village of Verdeggia or to that of Realdo. Realdo is an ancient village perched on a cliff and, during the winter, it is almost uninhabited. The silence that welcomes the visitor, allows to enjoy more the intimate and solitary atmosphere, typical of Liguria, also mentioned by Montale in his poems. The village can be visited only on foot but there is a convenient parking at its entrance. Furthermore, it is well signposted a path that leads to a small cave used, in the Copper Age, as a burial place by the ancient inhabitants of the place.

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TRIORA
Ritornando verso il mare invece si incontra un altro borgo arroccato su una collina:Triora. Ciò che rende speciale questo piccolo paese è il suo passato legato alla presunta stregoneria attribuita alle donne che vi abitavano. Triora, infatti, è conosciuto come “il paese delle streghe” in quanto è stato il primo in Europa ad ufficializzare la caccia alle streghe per mezzo dell’Inquisizione. Il borgo è rimasto pressoché intatto nei suoi edifici storici ed è anch’esso percorribile solo a piedi (ma dispone di comodi parcheggi nelle vicinanze). Esiste un percorso pedonale ricco di cartelli informativi che illustrano la storia e il folklore locale, oltre a diversi negozi arredati a tema. All’ingresso del centro storico si trova il museo etnografico di Triora (il biglietto costa pochi euro) al cui interno sono conservate alcune specie di animali selvatici tassidermizzati oltre a reperti della vita rurale del borgo.
Per mangiare consiglio il ristorante “L’erba gatta” (via Roma 6, Triora) che offre un menu con cucina tipica ligure (con specialità come ciapazoi e brandacujun: i primi sono dei maltagliati, mentre il secondo una pietanza a base di stoccafisso).
L’itinerario proposto è realizzabile anche in una mezza giornata, via auto o meglio ancora, via moto. Si può percorrere anche in bicicletta ma in tempi decisamente più lunghi.

Returning to the sea, instead, you meet another village perched on a hill: Triora.
What makes this small country special is its past linked to the alleged witchcraft attributed to the women who lived there. Triora, in fact, is known as “the country of witches” as it was the first in Europe to formalize the witch hunt through the Inquisition. The village has remained almost intact in its historic buildings and is also only accessible on foot (but has convenient parking nearby). There is a pedestrian path full of information boards that illustrate the history and local folklore, as well as several themed shops.
At the entrance to the historic center is the Triora ethnographic museum (the ticket costs a few euros) in which are kept some species of taxidermied wild animals and the finds of rural life in the village. To eat, I recommend the restaurant “L’erba gatta” (via Roma 6, Triora) which offers a menu with typical Ligurian cuisine (with specialties such as “ciapazoi” and “brandacujun”: the first are maltagliati, while the second a dish to stoccafisso base). The proposed itinerary can also be done in half a day, by car or better, by motorbike. You can also travel by bike but in longer times. 

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